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Guida alla Psichiatria

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21 novembre 2012 IL

21 novembre 2012 IL BICCHIERE DI TROPPO CAUSA MOLTA SOFFERENZA AI FAMILIARI Molti consumano alcol – con moderazione. Alcuni ne sono dipendenti. Questo porta spesso partner e famiglie ai limiti delle proprie possibilità. Chi accetta un aiuto specialistico può evitare ulteriore sofferenza. Di frequente i familiari di persone alcolizzate non ricorrono alle possibilità d’aiuto esistenti. E spesso non lo fanno per mera vergogna. «Ma non ci si deve vergognare», dice Rahul Gupta, specialista in Psichiatria e Psicoterapia e capo medico di Psichiatria speciale del Servizio psichiatrico dei Grigioni (PDGR). Chi non supera la vergogna e cerca aiuto danneggia ancora di più se stesso e la propria famiglia. La sofferenza non fa che crescere e conduce in dolorosi vicoli ciechi.» Con il tempo, dice Rahul Gupta in virtù della sua lunga esperienza, spesso anche gli stessi familiari di persone alcolizzate si ammalano, sia fisicamente che mentalmente. Soprattutto i figli soffrono per una vita intera delle conseguenze della dipendenza dall’alcol della madre o del padre. Non è la debolezza di carattere a portare le persone alla dipendenza. Quasi sempre essa è da mettere in relazione con problemi personali o lavorativi. Chi si rende conto di stare per diventare alcolizzato o già lo è dovrebbe cercare in prima persona un aiuto specialistico, per il bene proprio e per quello della propria famiglia. Il bicchiere di troppo, infatti, non ha ripercussioni soltanto sulla propria vita ma anche su quella di tutta la famiglia. Spesso i familiari possono esercitare un’influenza sulla situazione facendosi consigliare per trovare un’uscita dal vicolo cieco. La ruota gira Quando l’alcol diventa una dipendenza soffrono soprattutto i familiari. Chi beve troppo perde il controllo di se stesso. «Cresce il rischio di diventare aggressivi, di perdere le inibizioni, di diventare violenti, litigiosi e privi 68

di senso critico. L’alcol modifica la personalità e di regola porta a malattie fisiche (tra le altre quelle legate a cuore e circolazione, intestino, diabete, fegato) e psichiche», spiega Rahul Gupta. «Non soltanto la persona con dipendenza dall’alcol ma anche i suoi familiari, che spesso per anni soffrono per la situazione, si ammalano nell’anima e nel corpo.» Una volta ogni tanto un bicchiere non fa male ma… «Su uno o due bicchieri di vino bevuti occasionalmente e in compagnia non c’è nulla da ridire. L’alcol ha anche effetti positivi. Rende più allegri, allevia la tristezza e fa dimenticare le paure», dice Gupta. Bisogna però stare attenti, con il passare del tempo, a non finire per affogare le proprie paure e la propria tristezza nell’alcol. «La dipendenza arriva lentamente, di soppiatto. Questo è il pericolo dell’alcol.» Chi beve abbandona il senso di responsabilità, lo lascia al partner o addirittura ai figli. Nascono così continuamente co-dipendenze. Questo significa che il partner non alcolizzato sostiene il partner nella sua dipendenza se compra l’alcol, richiede il certificato di malattia per il partner, giustifica il bere all’esterno, nella sfera sociale. Anche questo opprime molto i familiari. A volte bevono entrambi i partner, più spesso soltanto uno. «Se in una coppia uno dei due beve aumenta il carico per il partner sano», spiega Gupta. «Noi sperimentiamo spesso il caso del partner che non beve e dei figli che stanno inermi accanto al loro caro perché non sanno cosa fare e quale potrebbe essere la reazione del malato. In una fase di passaggio bisognerebbe almeno fissare delle regole con il partner, dirgli cosa lo aspetta, cosa si vuole, bisognerebbe dirgli anche che mette in gioco la sua famiglia.» Spesso sotto questo grosso carico psichico le famiglie finiscono per rompersi. Il dottor Rahul Gupta: «È importante procurarsi un aiuto.» CENTRO D’ASSISTENZA PDGR Offrono aiuto: - il PDGR con i suoi centri d’assistenza ambulatoriali regionali e con il Centro dipendenze Danis, tel. 058 225 35 35, www.pdgr.ch - la Blaue Kreuz, tel. 081 252 43 37 www.blaueskreuz.gr.ch, - gli AA Alcolisti anonimi, hotline 0848 848 885, www.anonyme-alkoholiker.ch. l’alcol del proprio caro.» Il suo consiglio è di mettersi a sedere, di riflettere sulla situazione e chiedersi cosa c’è di negativo nel parlare dei problemi con uno specialista. «Pensate per favore a voi stessi», così Gupta si appella ai familiari di persone alcolizzate. «Cercatevi un aiuto, non continuate a vivere al di là delle vostre forze. La situazione può solo migliorare.» Pensare a se stessi Rahul Gupta tuttavia sa bene quanto sia difficile, spesso, per i familiari andare a cercare aiuto all’esterno. «Purtroppo», dice, «molti aspettano troppo a lungo, preferiscono nascondere i problemi con 69

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